FIP – Peritonite infettiva.

I virus responsabili della Peritonite infettiva felina (FIP) sono i coronavirus felini (FCoV), virus indubbiamente poco conosciuti di cui ancora tanto si deve capire.

La forma comune e benigna dei coronavirus è nota come Coronavirus enterico felino (FECV). Si tratta di un virus molto comune e altamente infettivo che si trasmette per via fecale e orale.

Più del 90% dei gatti viene colpita da Coronavirus enterico e resta in buona salute. Non si sa ancora bene come e perché ma in alcuni gatti, in percentuale fortunatamente bassa, questo coronavirus benigno muta diventando patogeno. Il coronavirus così mutato prende il nome di Virus della peritonite infettiva (FIPV).

Attualmente non esiste un esame affidabile in grado di distinguere un banale virus enterico FECV dal virus mutato e patogeno FIPV.

Questo è il primo motivo per cui la diagnosi di FIP è molto difficile e, in realtà, la diagnosi certa può essere fatta solo mediante esame autoptico.

Inoltre non si dispone di alcun mezzo per determinare se un gatto sano portatore di FECV sia predisposto alla mutazione del virus in FIPV.

Da ciò si evince che non è possibile avere assoluto controllo sulla malattia e per questo motivo la FIP è una delle malattie più temute dagli allevamenti.

L’unica misura attuabile contro la FIP è la prevenzione che può essere fatta limitando i fattori di rischio.

Sono 3 i fattori di richio che predispongono una piccola percentuale dei gatti infettati da FECV alla mutazione del virus in FIPV, quindi a contrarre la FIP:

  1. predisposizione genetica
  2. convivenza con portatori contagiosi
  3. alta densità di popolazione

1.  PREDISPOSIZIONE GENETICA

Studi scientifici dimostrano che esiste una componente ereditaria che rende un gatto più soggetto a contratte la FIP. Si tratta probabilmente di una componente poligenica per cui è importante che l’allevatore scelga come riproduttori gatti i cui ascendenti hanno dimostrato una buona resistenza alla malattia. Inoltre i gatti soggetti a contrarre la FIP sono sensibili anche ad altre infezioni, specialmente micotiche e virali.

2.  CONVIVENZA CON PORTATORI CONTAGIOSI

La maggior parte dei gatti che contraggono il virus FECV (circa il 70%) eliminano il virus solo per un certo periodo. Questi gatti non sviluppano alcuna immunità al virus stesso, per cui possono nuovamente essere infettati alla successiva esposizione al virus. Una piccola parte invece (circa il 15%) è infettata dal virus ma non lo elimina. In un allevamento è importante individuare i soggetti escretori permanenti del virus FECV. È stato dimostrato che il metodo diagnostico più efficace è l’analisi delle deiezioni mediante PCR, praticata su 4 campioni prelevati a intervalli di una settimana.

3. ALTA DENSITA’ DI POPOLAZIONE

Maggiore è il numero di gatti maggiore è la possibilità di trasmissione di questo virus altamente contagioso.
È importante evitare situazioni di sovraffollamento e porre molta attenzione all’igiene degli spazi in cui i
gatti vivono. È fondamentale che i gatti abbiano a disposizione un numero di lettiere sufficiente e che
queste siano posizionate lontane dalle ciotole del cibo. Vanno insomma messe in atto tutte le misure atte a
ridurre lo stress ambientale e sociale all’interno dell’allevamento.